ROMAGNA

COMUNICATI STAMPA ROMAGNA

Presentata l’Annata agraria 2022 della Romagna

Gli andamenti dei comparti nel labirinto di emergenze e incognite fra anomalie climatiche, crisi energetica, aumento dei costi di produzione e assetti geopolitici complessi 

Pur nella diversità fra i territori e le colture, lo scenario del 2022 per l’area Romagna nel suo insieme registra un calo di superfici nel frutticolo e nell’orticolo in campo, un aumento nel cerealicolo e oleoproteaginose, nelle industriali cala l’estensione totale dell’erba medica. Zootecnia in difficoltà. In diminuzione le imprese agricole

“L’agricoltura di domani passa dalla ricerca di oggi”. Questo il tema del convegno in cui Cia-Agricoltori Italiani Romagna ha presentato i dati dell’Annata Agraria 2022, alla sua quinta edizione, per una fotografia dell’andamento complessivo del comparto agricolo. Il report completo con le previsioni  e le stime del 2022 e il raffronto con i dati dal 2021 al 2018 sia per le singole province analizzate, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, sia per l’areale Romagna, è disponibile online.

Di seguito i comunicati stampa con la sintesi dei dati per territorio.

Ancora attacchi dei lupi agli allevamenti, recinti e risarcimenti non sono sufficienti

“Di fauna selvatica e dei danni che provoca parliamo tutti i giorni, perché tutti i giorni siamo costretti a farci i conti. Conti sempre più salati”. Così Stefania Malavolti, allevatrice di Casola Valsenio, coordinatrice di Donne in Campo di Cia Romagna, che nei giorni scorsi ha trovato numerosi capi del suo allevamento di ovicaprini uccisi dall’incursione di lupi.

Sono state uccise pecore gravide, tutte con grosse ferite al collo e  alcune  anche sventrate. “L’assurdo – racconta Stefania Malavolti – è che poco o nulla  è stato consumato dal predatore, quindi fa pensare che non sia stato tanto per fame, quanto per istinto. Sicuramente non si è trattato di un lupo solitario bensì di un branco – continua la Malavolti – Dopo una ricognizione attorno al pascolo e nei terreni dell’azienda le orme ben visibili, ora che il terreno è umido, sono moltissime”.

“Dicono che per difendersi dai lupi o dai cinghiali basta recintare. Forse però non è chiaro cosa voglia dire recintare terreni in collina e montagna con fossi, scarpate, dossi. Il recinto, poi, è fatto per non fare uscire gli animali, non per non farne entrare altri. I recinti sono da controllare ogni giorno per ogni centimetro perché non ci siano buchi o paletti rovesciati – afferma la Malavolti – Per costruire un patrimonio zootecnico occorre una vita, anni di lavoro. Per distruggerlo basta un giorno”.

Matteo Pagliarani, vicepresidente di Cia Romagna, agricoltore e allevatore della valle del Savio, Mercato Saraceno“Noi allevatori produciamo cibo sano e sostenbile e questo è il nostro valore sociale. Lo facciamo difendendo il territorio, e creiamo posti di lavoro. Invito animalisti e ambientalisti a venire a visitare le nostre stalle. Vedere questi animali agonizzanti col ventre squarciato è un’esperienza che lascia il segno. Gli attacchi da fauna selvatica poi hanno conseguenze anche sugli animali non direttamente aggrediti: lo stress li indebolisce e viene compromessa la produzione stessa di latte“.

La natura, ricorda Cia, è fatta di equilibri e tutte le volte che l’uomo interviene per distruggere troppo, ma anche per proteggere troppo, crea disequilibri e guai. La questione dei danni da fauna selvatica è una delle tante che attanagliano l’agricoltura.  Dal 2018 Cia chiede la riforma della Legge 157/1992 e ora ribadisce la necessità di un commissario straordinario per la gestione della fauna selvatica presso Palazzo Chigi con pieni poteri e coordinamento di una cabina di regia con le Regioni per realizzare la riforma.

Elezioni: tempo scaduto, l’agricoltura torni al centro delle scelte politiche

Cia Romagna ha incontrato i candidati alle imminenti elezioni

In vista del voto del 25 settembre, i vertici di Cia Romagna hanno incontrato in queste settimane i candidati alle elezioni politiche dei vari schieramenti che avevano richiesto un confronto all’associazione. Si sono svolti incontri con Massimo Bulbi candidato con il Partito Democratico per la coalizione di centrosinistra; Simona Viola, candidata al Senato con +Europa per la coalizione di centrosinistra; Jacopo Morrone, candidato alla Camera per la Lega Nord; con il Tavolo dell’imprenditoria della provincia di Ravenna, di cui Cia fa parte, e le candidate per il Partito Democratico Ouidad Bakkali, Eleonora Proni e Manuela Rontini.

Ad accogliere i candidati insieme al presidente di Cia Romagna, Danilo Misirocchi, il direttore Alessia Buccheri, i vicepresidenti Matteo Pagliarani e Lorenzo Falcioni, il responsabile territoriale di Cesena Antonio Bonelli e Wiliam Signani, presidente Anp Romagna. E’ stato presentato il documento programmatico di Cia e sono stati approfonditi in modo particolare i temi della manodopera, della fauna selvatica, dei cambiamenti climatici, della siccità, degli obiettivi green. “L’agricoltura è il settore che per primo subisce i cambiamenti climatici e l’unico che li contrasta, in particolare con le colture arboree – afferma Misirocchi – In Romagna la frutticoltura sta via via perdendo ettari coltivati per le crisi di mercato, la burocrazia e il taglio delle molecole e purtroppo così si perdono anche i benefici sull’ambiente che gli alberi producono, oltre a fornire cibo”.

L’emergenza internazionale, con assetti ed equilibri modificati dalla pandemia e amplificati dalla guerra russo-ucraina, ha fatto emergere tutta la nostra fragilità e dipendenza dall’estero, in particolare per cibo ed energia. L’autosufficienza alimentare ed energetica potrà restare un’utopia, ma per Cia bisogna cercare maggiore autonomia e migliorare la pianificazione produttiva. Cia dunque ribadisce la necessità di stabilità e di un governo operativo che attui interventi strutturali per il settore, un piano di rilancio per famiglie e imprese, per il Made in Italy.

In sintesi, i principali versanti messi in evidenza da Cia sui quali è quanto mai urgente agire.

  • La crisi idrica va affrontata con progetti e piani europei di adattamento climatico, più ricerca e innovazione a portata delle aziende agricole, con infrastrutture di conservazione dell’acqua piovana, con realizzazione di invasi e con una nuova rete idraulica per il Paese. 
  • Servono anche strumenti, più adeguati e flessibili, in ambito assicurativo e di gestione e copertura del rischio.
  • Occorre portare a vantaggio delle imprese l’agricoltura di precisione e occuparsi della difesa attiva delle colture, incentivando investimenti in tecnologie specifiche di protezione sia tradizionali sia innovative e multifunzionali.
  • Guardare al futuro, anche a quello più vicino, per Cia vuol dire mettere al centro innovazione scientifica, tecnologica e genetica. È lascienza che ci aiuta da sempre anche ad essere meno impattanti. Il tema del taglio lineare sull’utilizzo degli agrofarmacièparticolarmente sensibile per il nostro territorio perché rischia di essere penalizzato più di altri in quanto su questo fronte ha stretto molto e con nuove patologie i tagli per legge rischiano di mettere ulteriormente in crisi il settore. Bene i nuovi obiettivi green europei, che vanno però rimodulati e guidati non dall’ideologia ma dalla scienza, con analisi, scenari, prospettive, ricadute e alternative.
  • Dell’argomento ambiente fa parte anche la questione della fauna selvatica. “La natura è fatta di equilibri – dice Misirocchi – e tutte le volte che l’uomo interviene per distruggere troppo, ma anche per proteggere troppo, crea disequilibri e guai”. Dal 2018 Cia chiede la riforma della Legge 157/1992 e ora serve un commissario straordinario per la gestione della fauna selvatica presso Palazzo Chigi con pieni poteri e coordinamento di una cabina di regia con le Regioni per realizzare la riforma.
  • Sulla questione manodopera occorre smettere di fare speculazioni politiche, in un senso o nell’altro. In agricoltura è soprattutto extra comunitaria. Servono politiche serie, per la gestione dei flussi, per favorire l’integrazione, politiche per la formazione, meno burocrazia. Tutti insieme, rappresentanze, sindacati e istituzioni, dobbiamo affrontare le problematiche di integrazione, abitative e di ricongiungimento familiare perché hanno a che fare con il lavoro e la manodopera.

Cia, rinnovabili: tassa su extra-profitti fotovoltaico beffa per le imprese agricole

Frenata alla svolta green. Cia ha chiesto incontro con i ministri Franco, Cingolani e Patuanelli

Una brusca frenata alla svolta green italiana con conseguenze irreversibili rispetto agli sforzi economici fatti dagli agricoltori che hanno investito in passato nelle energie rinnovabili.

È questo il commento di Cia-Agricoltori Italiani–condiviso dal presidente di Cia Romagna, Danilo Misirocchi – dopo la decisione del Governo di intervenire sugli extra-profitti generati dagli impianti fotovoltaici agricoli. 

“Come ha sottolineato il presidente di Cia Nazionale Fini – spiega Misirocchi – non è possibile accomunare i piccoli impianti fotovoltaici realizzati in connessione con l’attività agricola, mediamente di piccole dimensioni, ai grandi impianti industriali che hanno per core business la produzione di energia elettrica. Cia ha chiesto, dunque, con urgenza un incontro con i ministri Franco, Cingolani e Patuanelli per trovare insieme una soluzione al grave problema”.

Secondo Cia, la decisione del Governo rappresenta un atto d’incoerenza rispetto all’obiettivo di autoproduzione energetica con fonti rinnovabili per il settore rurale.

La legge 25/2022, convertendo il decreto-legge 4/2022, cambia di fatto le carte in gioco, cancellando con un tratto di penna tutti i diritti acquisiti, in un momento storico in cui gli agricoltori italiani sono vittime dei folli rincari dei costi delle materie prime e dei presidi tecnici sostenuti per mantenere le proprie aziende. Ad aggravare la situazione, la proroga fino a giugno 2023 della riduzione del prezzo di vendita dell’energia elettrica ceduta dalle imprese.

Questa decisione contrasta fortemente con gli obiettivi primari dell’intervento, che fu colto con grande interesse dalle imprese agricole ed in particolare le zootecniche, mentre ora, con la nuova normativa, il prezzo calmierato dell’energia si ridurrebbe a un decimo di quello di mercato

Per Cia, la marginalità prodotta con la vendita di energia in eccesso da impianti fotovoltaici avrebbe, invece, permesso agli agricoltori che hanno investito nelle rinnovabili di integrare il loro reddito e assorbire i costi sempre più alti dei fattori di produzione, assicurando alle aziende la sostenibilità economica.

TipiCi da Spiaggia – Successo per i prodotti dell’entroterra al mare

Anche per questa terza edizione di “TipiCI da Spiaggia”, e in questo anno denso di ostacoli, gli agricoltori di Cia Romagna hanno portato al mare i prodotti dell’entroterra, protagonisti fra i bagnanti. A Cesenatico è arrivato in spiaggia anche il carro agricolo Cia ricolmo di frutta, verdura e vino. Obiettivo: regalare una giornata di festa a turisti ed ospiti degli stabilimenti aderenti, e ricordare al contempo il valore del lavoro degli agricoltori e l’eccellenza dei nostri prodotti. La manifestazione è ideata dal Sindacato Italiano Balneari aderente a FIPE/Confcommercio in collaborazione con Cia-Agricoltori Italiani e si è svolta il 4 agosto al Marinamore di Marina di Ravenna; Tangaroa Beach di Milano Marittima; Spiaggia Zona Cesarini di Cesenatico; Bagni Mareblu 108 e 109 Rimini.

Marinamore – Marina di Ravenna; Tangaroa Beach – Milano Marittima;
Spiaggia Zona Cesarini – Cesenatico; Bagni Mareblu 108 e 109 – Rimini / 4 agosto 2022

Torna TipiCi da spiaggia

Terza edizione della manifestazione ideata dal Sindacato Italiano Balneari aderente a FIPE-Confcommercio in collaborazione con Cia-Agricoltori Italiani

Il 4 agosto l’appuntamento è a Rimini, Milano Marittima, Cesenatico, Marina di Ravenna: protagonisti saranno gli agricoltori di Cia Romagna che racconteranno – e faranno assaporare – la storia del territorio e dei prodotti tipici

A Cesenatico arriverà in spiaggia un carro agricolo con frutta,
verdura e vino

Associare il territorio della vacanza ai prodotti tipici per valorizzare e promuovere le eccellenze agroalimentari della regione: è questo l’obiettivo di ‘Tipici da Spiaggia’, evento giunto alla terza edizione che quest’anno in Emilia-Romagna coinvolgerà, il 4 agosto dalle 11, alcuni stabilimenti balneari della Riviera. L’iniziativa è promossa da Cia Emilia Romagna con il Sindacato italiano Balneari. A Milano Marittima al Tangaroa Beach; Rimini, Bagni 108 e 109, Cesenatico Spiaggia Zona Cesarini; Marina di Ravenna al Bagno Marinamore, gli agricoltori porteranno in spiaggia le loro produzioni, sottolineando, peraltro, le difficolta del settore: da oltre 20 anni i prezzi alla produzione di frutta e verdura sono rimasti invariati, mentre al consumo sono decuplicati. 

“Per meglio far capire il lavoro degli agricoltori un produttore porterà, con il proprio trattore, un carro colmo di frutta, verdura e vino – spiega Stefano Francia, presidente di Cia Emilia Romagna -, un gesto ‘teatrale’, ma che intende sottolineare l’impegno del settore nel fornire derrate alimentari in una annata critica come questa. Ovviamente svolgeremo questa operazione in sicurezza e con le necessarie autorizzazioni”.

La crisi di governo non blocchi i sostegni all’agricoltura colpita da siccità e rincari

Servono interventi urgenti sul gasolio agricolo, sull’emergenza manodopera e fauna selvatica e sull’agrifotovoltaico con il superamento del limite dell’autoconsumo

“L’attuale situazione di stallo non deve impedire in alcun modo che vengano portati avanti interventi necessari e urgenti ad aiutare famiglie e settori in difficoltà, come l’agricoltura – sottolinea Danilo Misirocchi, presidente Cia Romagna – Il presidente di Cia nazionale, Cristiano Fini, in questi giorni a Palazzo Chigi per gli incontri tra parti sociali e premier Mario Draghi sul nuovo Decreto Aiuti, riferisce che c’è stato l’impegno dell’esecutivo ad accogliere le nostre istanze”.

In particolare, Cia chiede che lo stallo politico non impedisca l’estensione del credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo, una proroga indispensabile per arginare il caro-carburante, arrivato al prezzo insostenibile di 1,60 euro al litro, e che fa il paio con il raddoppio dei costi di energia, concimi e fertilizzanti. Allo stesso modo, occorre anche la sterilizzazione strutturale del sistema di accise sui carburanti e la definitiva eliminazione degli oneri di sistema.

Altrettanto importante è non ritardare ancora l’approvazione del Decreto Flussi, atteso a settembre, per l’assunzione di 130 mila lavoratori stagionali, così come procedere senza intoppi sul Decreto Siccità, con risorse finanziarie necessarie a garantire agli agricoltori misure di aiuto, prevenzione e compensazione rispetto alle eccezionali avversità causate dall’emergenza idrica e che già hanno causato danni per oltre 3 miliardi.

Poi ancora, sul versante Ue, Cia chiede la modifica delle norme sugli aiuti di Stato per consentire il riconoscimento di aiuti alle imprese agricole che realizzano sui tetti delle proprie strutture produttive impianti fotovoltaici della potenza superiore all’autoconsumo. Infine, attenzione alta per Cia alle imminenti scadenze che impongono al governo italiano di inviare alla Commissione i Piani strategici nazionali il prima possibile, affinché l’attuazione della nuova Pac possa iniziare – come pianificato – all’inizio del 2023.

Stefano Francia è il nuovo presidente di Cia Emilia Romagna

Succede a Cristiano Fini che lascia l’incarico a seguito della sua elezione al vertice del8la Confederazione nazionale

Stefano Francia, 33 anni, è il nuovo presidente di Cia Emilia Romagna. Francia, imprenditore frutticolo ravennate e attualmente anche presidente nazionale dei giovani agricoltori (Agia), succede a Cristiano Fini che lascia l’incarico a seguito della sua elezione al vertice della Confederazione nazionale. 

“L’elezione di un giovane imprenditore come Stefano è un segnale forte per la nostra associazione – ha detto Fini – una figura professionale con una esperienza maturata nell’ azienda di famiglia, ma anche in ambito istituzionale per via degli incarichi ricoperti, anche a livello europeo”. Fini ha ricordato la situazione difficile che sta attraversando l’agricoltura nazionale ed emiliano romagnola. 

Temi ripresi da Francia: “dobbiamo affrontare una situazione critica su tutti i fonti – ha detto il neo presidente, eletto all’unanimità – a partire dalla prolungata siccità e soprattutto per il caldo torrido che sta mettendo a dura prova i produttori. I segnali sono già evidenti – prosegue Francia – come ad esempio per il pomodoro da industria, fiore all’occhiello della nostra regione. In questo comparto, viene segnalata una perdita produttiva di circa il 10 percento – precisa – ma ad essere colpita è anche la frutticoltura, altra eccellenza dell’Emilia Romagna”.

Francia fa riferimento in particolare al comparto pericoltura. “ È già iniziata la raccolta delle pere estive come la Carmen – osserva Francia – e da un primo sondaggio questa cultivar è sottomisura per il 50%. Per questa pera e per altre varietà come l’Abate, molto diffusa nel territorio emiliano romagnolo e che esprime i volumi più importanti a livello nazionale in termini produttivi, sembra che non manchi la quantità , ma a fare la differenza è il caldo torrido e persistente che, nonostante l’irrigazione, blocca l’accrescimento dei frutti”. I produttori usano il termine ‘impallinanto’, ovvero il frutto che sembra bello, in apparenza, ma piccolo per il periodo. Insomma, in generale la produzione c’è, ma i risultati finali sono incerti.

Il presidente Cia sottolinea che il cambiamento climatico sarà un fattore limitante di questo frutto: “si presterà in futuro questo prodotto di qualità ad essere coltivato con questo clima?”, si chiede Francia.L’ondata di calore, che si protrarrà non fa altro che peggiorare la situazione. “Se a rischio sono le colture estensive come mais e sorgo a causa della siccità, peraltro in molti casi già collassati, anche i Consorzi di bonifica, pur con l’impegno nel cercare di soddisfare le esigenze idriche, hanno adottato le turnazioni perché il Po è ai minimi storici”.

Infine Francia richiama il tema rincorrente della mancanza di manodopera, il rincaro dei mezzi tecnici ed energetici che sono quasi triplicati. “I nostri prodotti vengono pagati come 20 anni fa – conclude Il neo eletto – con prezzi di produzione che sono saliti alle stelle. Come sempre siamo l’anello debole della filiera e se va avanti così molte imprese chiuderanno: il mio impegno durante il mandato sarà quello di dialogare con gli attori della filiera per ripristinare un equilibrio tale da distribuire su tutta la filiera, produttori in primis, il valore dei nostri raccolti”.

Agri-degustazione con Cia Romagna alla Festa Artusiana – 2 e 3 luglio 2022

Cia Romagna parteciperà alla Festa Artusiana a Forlimpopoli (FC) nelle serate del 2 e del 3 luglio 2022 con un proprio stand ed un proprio progetto denominato: “Agri-degustazione con Cia Romagna”

“L’agricoltura è il settore che custodisce il territorio, che difende l’ambiente e le persone, che fa crescere l’economia e la società” e  gli obiettivi del progetto sono: promuovere il territorio che ci circonda attraverso le eccellenze enogastronomiche fuse tra tradizione e innovazione; far risaltare il ruolo centrale delle aziende agricole nello sviluppo sostenibile; dare valore alle produzioni aziendali e all’innovazione di processo. 

L’azienda che parteciperà all’interno dello stand Cia Romagna alla Festa Artusiana è la Società Agricola Bellavista delle Sorelle Nati di Grattacoppa (Ra), che si presenterà con un’offerta gastronomica intitolata: “Il Giardino delle Luppole” – Degustazioni a base di luppolo, dalla birra 100% luppolo di Romagna, ai cappelletti al luppolo, al pesto e trito di germogli di luppolo.

Tre le scelte di degustazione:

Degustazione 1 – Birra 100% luppolo di Romagna; Cappelletti all’olio essenziale di luppolo; Hopburger aromatizzati al luppolo; Germogli di luppolo sott’olio Pesto e Trito di luppolo Piada all’orzo maltato e luppolo.

Degustazione 2, Vegetariana – Birra 100% luppolo di Romagna; Cappelletti all’olio essenziale di luppolo; Formaggio fresco; Germogli di luppolo sott’olio; Pesto e Trito di luppolo; Piada all’orzo maltato e luppolo.

Degustazione 3, Vegana – Birra 100% luppolo di Romagna;
Humus di ceci all’olio essenziale di luppolo; Germogli di luppolo sott’olio: Pesto e Trito di luppolo; Piada all’orzo maltato e luppolo; Tarallone aromatizzato al luppolo.

Breve descrizione dell’Azienda Agricola Bellavista delle sorelle Nati – Azienda agricola da tre generazioni. Dal 19 Marzo 2012 è diventata Società Agricola Bellavista delle Sorelle Nati. Daniela, Elisa e Michela gestiscono le colture insieme alla mamma Anna e a Riccardo, marito di Elisa. L’azienda coltiva orticole da industria, cereali, sementi, uva, erba medica, orticole da seme e Luppolo Made in Romagna. È fattoria didattica con il nome “Il Giardino delle Luppole” e organizza visite guidate e degustazioni in campagna dedicate al luppolo e ai prodotti realizzati: birra, olio essenziale, germogli di luppolo, cioccolate aromatizzate, piade, ma anche tintura madre e creme agricole cosmetiche. Propongono, inoltre, itinerari gastronomici e culturali circolari: “Hoptour al Giardino delle Luppole!”

Il Prefetto di Ravenna in visita a Cia Romagna. Lavoro e manodopera al centro dell’incontro

Il Prefetto di Ravenna Castrese De Rosa nei giorni scorsi si è recato in visita alla sede territoriale di Ravenna di Cia- Agricoltori Italiani Romagna. È stato accolto dal Presidente e dal Direttore di Cia Romagna, rispettivamente Danilo Misirocchi e Alessia Buccheri, insieme a Miriam Bergamo, responsabile Servizi alle persone, e a Danilo Donati, responsabile territoriale di Ravenna.

L’incontro si è svolto in un clima molto positivo e collaborativo ed è stato espresso da parte del Presidente Misirocchi, a nome di tutta Cia Romagna, un sentito e particolare apprezzamento al Prefetto De Rosa per la sua visita alla sede ravennate e per la grande disponibilità all’ascolto e alla conoscenza delle realtà locali.

Tante le tematiche e le preoccupazioni affrontate nel corso della visita. Lavoro e manodopera il tema centrale dell’incontro, sul quale c’è stata un’interazione articolata e approfondita.

Misirocchi ha voluto mettere in evidenza i problemi strutturali che attanagliano i temi del lavoro e della manodopera, sottolineando la necessità di cambiare le politiche del lavoro, gli oneri sociali, che sono tra i più alti d’Europa; di prendere in considerazione di realizzare una formazione pubblica dei lavoratori, dal momento che le aziende non sono in grado di pagarla, considerano il difficile quadro dell’economia in generale e le difficoltà specifiche sempre in aumento del mondo agricolo. Inoltre, Misirocchi ha sottolineato la necessità di giungere a una nuova gestione degli stagionali, forza lavoro che si dipana in diversi periodi dell’anno: dalla primavera con la raccolta delle fragole, all’inverno nei vivai.    

Cia ha voluto far presente al Prefetto l’insufficienza dei flussi migratori, date le richieste importanti anche negli altri settori, e il verificarsi di forme di sciacallaggio dei lavoratori da parte di alcune aziende verso altre.  A ciò si aggiunge, in certi casi, l’abbondono di ettari di colture a causa di mancanza di manodopera. Una situazione sempre più frustrante, con il prodotto che c’è e che non si riesce a raccogliere. Altra necessità sarebbe quella di accelerare le pratiche dei richiedenti asilo, perché questa è l’unica forza lavoro trovata da certe aziende.

Misirocchi ha illustrato al Prefetto le azioni che Cia sta portando avanti sul tema flussi migratori con i ministri Patuanelli e Orlando. Su questo tema Cia Romagna ha inviato una nota tecnica al Prefetto per permettergli di intervenire sulla richiesta di anticipo del decreto flussi. Il Prefetto ha manifestato massima disponibilità a rivolgere l’attenzione al mondo delle imprese agricole e del settore agroalimentare, oggi particolarmente colpiti da una serie di complicazioni, per agire di concerto con le varie istituzioni e assicurare un ulteriore impulso per la crescita e lo sviluppo del nostro territorio.

Fra gli altri temi affrontati:  cambiamenti climatici; fauna selvatica, per la quale Cia dal 2018 chiede la modifica della L. 157/92 per passare dalla tutela al controllo della stessa; aree interne;  futuro green, Farm to Fork, biologico e agricoltura integrata.

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