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Ripuliamo la campagna

I nostri eco-contadini all’opera per l’iniziativa “Ripuliamo la campagna”

Rifiuti indifferenziati, copertoni di auto ed elettrodomestici raccolti tra Codigoro e il bosco della Mesola

Lo scorso 20 aprile gli agricoltori di Cia Ferrara hanno partecipato all’iniziativa “Ripuliamo la campagna”, organizzata a livello ragionale da Cia Emilia-Romagna. Nell’area protetta del Delta del Po, sulla strada dei Colombacci tra Codigoro e la Riserva naturale del bosco della Mesola, hanno raccolto i rifiuti abbandonati lungo le strade e hanno scoperto anche un deposito abusivo di pneumatici presso l’idrovoro Balanzetta, che è stato segnalato alle autorità.

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Crisi dello zucchero

Barbabietola da zucchero: un’altra coltura a rischio

Secondo Cia Ferrara la crisi del prezzo dello zucchero può togliere agli agricoltori l’opportunità di continuare a coltivare un prodotto capace di generare reddito e alternativo ai seminativi

Ferrara – “Nonostante la chiusura di molti stabilimenti e una forte contrazione del settore saccarifero negli ultimi quindici anni, la barbabietola da zucchero rimane una coltura tradizionale del ferrarese e di tutta la Pianura Padana, una filiera che dobbiamo tutelare in tutti i modi possibili – afferma Stefano Calderoni, presidente provinciale di Cia – Agricoltori Italiani Ferrara, a fronte della crisi dei prezzi dello zucchero che sta mettendo in ginocchio il settore.

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L’anno nero del mais
Produzione sostanzialmente dimezzata nella zona di Ferrara e nell’Alto ferrarese, meglio nel Basso ferrarese. Presenza di aflatossine che superano i limiti previsti di legge

FERRARA – È allarme mais nelle campagne ferraresi e in quelle di tutta la regione. Il Gie (Gruppo di Interesse Economico) Cereali di Cia – Agricoltori Italiani Ferrara sta monitorando la campagna di raccolta e i risultati sono sconfortanti, tanto da poter tranquillamente parlare di “anno nero” del mais. A Ferrara la superficie investita nel 2016 è stata di oltre 26.000 ettari, che hanno prodotto circa 2milioni e 700mila quintali, il 40% dell’intera produzione regionale. Superfici pressoché stabili anche nel 2017, ma la produzione sarà quasi certamente dimezzata, a causa dell’assenza di piogge e delle temperature elevate che hanno alterato il ciclo vegetativo, fatto proliferare le micotossine e anticipato la raccolta di una ventina di giorni.

 

«Mediamente nell’Alto ferrarese – spiega Andrea Bandiera del Gie Cereali – si producono 90-100 quintali per ettaro di mais, mentre quest’anno siamo a 50-60 quintali, con punte negative di 20-30 quintali, soprattutto dove non c’è la possibilità di irrigare o si è scelto di non farlo. Perché sappiamo tutti che il mais è una coltura irrigua e quest’anno sarebbe stata necessaria una super irrigazione, ma il prezzo dei cereali non sempre consente di fare ciò che è necessario, che sia irrigare o fare un trattamento non previsto. Le temperature elevate e l’assenza di pioggia hanno, inoltre, mandato le piante in stress idrico e fatto proliferare le aflatossine, abbassando la qualità del mais».
Alle rese ben al di sotto della media si aggiunge, dunque, la difficile gestione del prodotto. «Sappiamo – continua Bandiera – che i funghi responsabili del proliferare delle micotossine attaccano le piante deboli, quelle che non vegetano correttamente e quest’anno il ciclo vegetativo è stato anomalo. Ci ritroviamo con il 50-60% di prodotto dove le aflatossine superano i limiti di legge consentiti, che presumibilmente sarà destinato a scopo energetico, anche se ogni centro di ritiro ha politiche differenti».

 

Una situazione migliore ma comunque non soddisfacente anche nel Basso Ferrarese. «In queste zone abbiamo una disponibilità maggiore di acqua per l’irrigazione – spiega Massimo Piva del Gie – e chi ha irrigato in maniera consistente è riuscito a rimanere su una media di 100-110 quintali per ettaro, mentre per chi non ha irrigato la produzione si è fermata a 50-60 quintali. Però dobbiamo fare un calcolo dei costi-benefici, perché irrigare comporta un aumento considerevole dei costi di produzione e con i primi prezzi a 18€/q il margine di guadagno non c’è. Per quello che riguarda le aflatossine, la loro presenza è innegabile, anche se la situazione sembra migliore rispetto all’Alto Ferrarese, probabilmente perché l’irrigazione ha consentito alle piante di avere un ciclo vegetativo più normale e c’è stata una minore proliferazione di funghi. Sta andando meglio, invece, per il sorgo che ha sofferto meno il secco, e sta avendo cali produttivi limitati, anche perché si tratta di una coltura rustica, capace di superare le forti crisi idriche».

 

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