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Assemblea elettiva 2018

Verso l’elezione del nuovo presidente e il rinnovo degli organi direttivi

L’assemblea elettiva provinciale si terrà il prossimo 22 gennaio 2018. Stefano Calderoni, presidente uscente, candidato per altri quattro anni al vertice dell’associazione

FERRARA – È iniziato il percorso, democratico e aperto agli associati regolarmente iscritti, che porterà al rinnovo delle cariche di Cia – Agricoltori Italiani a tutti i livelli, da quello provinciale al nazionale. Il tema scelto per questo importante e delicata fase istituzionale, che coinvolge nel ferrarese oltre 1.200 aziende, è “Innovare per un futuro sostenibile”, una frase che racchiude i principali obiettivi dell’associazione per i prossimi anni.

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Elezione nuovo presidente

Stefano Calderoni confermato presidente

Le problematiche del settore agricolo, le sfide per riportarlo al centro delle politiche economiche e fiscali per ridare reddito e valore al lavoro delle imprese i temi al centro dell’assemblea

Ferrara – “La nostra agricoltura e l’impegno quotidiano degli agricoltori deve ritornare al centro dell’agenda economica e fiscale della politica, perché attualmente in Italia non c’è nulla di più secondario del settore primario”. È uno dei passaggi della relazione di Stefano Calderoni, imprenditore agricolo di 36 anni - conduce un’azienda a indirizzo orticolo a Mesola - riconfermato alla guida di Cia – Agricoltori Italiani Ferrara per i prossimi quattro anni.

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Etichettatura del pomodoro per valorizzare l’impegno dei produttori
L’obbligo di inserire in etichetta l’origine della materia prima sui prodotti trasformati aggiunge valore al prodotto e occorrerà tenerne conto in sede di contrattazione del prezzo

FERRARA - «L’inserimento dell’origine della materia prima sui derivati del pomodoro è un’ottima notizia per i consumatori, che potranno scegliere cosa acquistare con maggior trasparenza e consapevolezza. Ma si tratta di un provvedimento che deve valorizzare anche il lavoro dei produttori, che si impegnano a coltivare il pomodoro italiano di qualità». Questo il commento di Stefano Calderoni, presidente provinciale di Cia – Agricoltori Italiani Ferrara, al decreto interministeriale, firmato nei giorni scorsi dai ministri Maurizio Martina e Carlo Calenda, che introduce per i derivati del pomodoro che ne contengono almeno il 50% - come conserve, concentrato, sughi e salse - etichette più trasparenti e maggiore tracciabilità.


«Il distretto del pomodoro ferrarese – continua Calderoni – esce da una campagna di raccolta difficile. Il clima caldo e siccitoso ha portato a maturazione tutte le varietà contemporaneamente ed è stato complicato conferire alle aziende di trasformazione, che hanno faticato a lavorare grandi quantità concentrate in un periodo breve. In questa situazione logisticamente complessa, è pesata naturalmente l’assenza di Ferrara Food che trasformava da sola il 40% del pomodoro da industria del territorio. La produzione rimane eccellente, perché gli agricoltori si sono sempre impegnati a garantire la massima qualità, caratteristiche che vengono trasferite ai prodotti trasformati. Non dimentichiamo poi un fatto che ho già ribadito più volte ma che voglio ripetere: il pomodoro ferrarese non è solo buono, ma è anche “etico” perché viene coltivato nel rispetto dei diritti dei lavoratori. Da noi la parola caporalato non esiste e credo che un consumatore consapevole, anche dal punto di vista sociale ed economico, dovrebbe tenerne conto.»


«La nuova etichetta – conclude Calderoni – deve diventare un valore aggiunto per tutta la filiera, non solo per il consumo. La provenienza Made in Italy è una garanzia di qualità che, come per altri prodotti, dovrebbe premiare il produttore. Per questo dovrebbe essere uno dei fattori determinanti durante la prossima contrattazione per la definizione del prezzo del pomodoro. Se chi utilizza una conserva o un sugo pronto deve poter sapere esattamente cosa contiene, deve avere delle certezze su quello che mangia, allo stesso modo l’agricoltore che investe risorse e nella coltivazione del pomodoro deve avere la certezza di un reddito adeguato, che gli consenta di continuare sulla strada della produzione di qualità ed etica».

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