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Ricambio generazionale

Cia Ferrara: per i giovani l’agricoltura è un percorso a ostacoli

Secondo l’Osservatorio Economico della Camera di Commercio di Ferrara le imprese del settore agricolo continuano a diminuire, seconde solo a quelle del commercio. E per gli under 35 che vogliono partire da zero fare l’agricoltore è quasi un’utopia

FERRARA – “Non è un paese per giovani, soprattutto per quelli che vorrebbero lavorare nel settore agricolo”. Secondo il presidente  Stefano Calderoni, i dati dell’Osservatorio Economico della Camera di Commercio di Ferrara non lasciano dubbi: le imprese agricole individuali sono in calo, seconde solo a quelle del commercio. Diminuiscono anche le aziende condotte da giovani, una contrazione non drastica a livello di numeri, ma significativa per delineare una tendenza economica e sociale.

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Ultime notizie

Incontro con Maurizio Martina

Agrinsieme incontra il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina
Un dialogo aperto in vista delle prossime elezioni per discutere dei temi e delle problematiche più rilevanti del settore, con l’obiettivo di rimettere l’agricoltura al centro dell’agenda economica e politica

FERRARA – “Più agricoltura, più futuro” è il tema dell’incontro che si è svolto presso la Coop Bellini di Filo di Argenta (Ferrara) tra il coordinamento di Agrinsieme Ferrara - che unisce Confagricoltura, Cia, Copagri e le cooperative agricole Fedagri-Confcooperative, Lega coop Agroalimentare e Agci-Agrital - e il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina. Un confronto aperto, al quale ha partecipato anche la senatrice Maria Teresa Bertuzzi, per parlare della necessità stringente di considerare l’agricoltura una vera e propria priorità, perché è capace di trainare l’economia e portare il nostro Paese verso la vera innovazione e un futuro più sostenibile.

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La crescita passa da sostenibilità e biologico
Dal 30 novembre partono i bandi del Piano di Sviluppo Rurale con 115 milioni di euro dedicati a produzione integrata, biologico ma anche difesa delle specie e razze antiche e conservazione delle zone umide

FERRARA – «E' iniziato e continua il cambio di rotta dell'agricoltura, un cambiamento forte che porterà la nostra provincia e l'intera regione Emilia - Romagna regione verso una produzione a basso impatto ambientale, all'aumento del biologico e a una maggiore attenzione per la conservazione della biodiversità».

Questo il primo commento di Stefano Calderoni, presidente provinciale di Cia Ferrara, a pochi giorni dall'uscita degli otto bandi del Piano di Sviluppo Rurale della Regione che assegneranno oltre 115 milioni di euro alle aziende agricole che decideranno di puntare su lotta integrata, biologico, gestione di zone umide e difesa delle razze antiche nell'ottica di preservare la biodiversità. I bandi relativi alla Misura 10 "Pagamenti agro-climatico-ambientali" e 11 "Agricoltura biologica" usciranno il prossimo 30 novembre e le domande potranno essere presentate entro il 29 gennaio 2016. «Queste risorse del PSR – continua Calderoni – sono state stanziate con l'obiettivo di sostenere l'agricoltura come parte integrante di un ambiente da preservare, un'agricoltura che tutela uomo e territorio. Un intento che Cia Ferrara sta perseguendo da diverso tempo, basta pensare al nostro progetto di creare un Biodistretto nella zona del Delta del Po, pensato nell'ottica di uno sviluppo economico delle nostre aziende agricole che allo stesso tempo conserva la biodiversità. E non si tratta di una scelta unicamente etica perché le tendenze di mercato ci dicono che il biologico nel 2015 è cresciuto in Italia di circa il 20% con un fatturati annuale superiore ai 2,5 miliardi di euro. Il consumatore è, dunque, sempre più attento alla qualità dei cibi che sceglie, anche a livello di bassi residui per preservare benessere e salute. Questi bandi del PSR – continua il presidente Cia – vanno proprio verso un'agricoltura con meno "chimica" tanto che ben 41,6 milioni di euro andranno a quelle aziende che già praticano la lotta integrata ma anche agli agricoltori che vogliono iniziare la prima produzione attraverso questa pratica agricola. Sono, invece, 36 i milioni dedicati completamente al biologico, dai seminativi alla zootecnia, sia per implementare la produzione delle aziende bio che per convertire la produzione di quelle tradizionali. Ma non sarà solo questa misura a favorire il comparto perché in tutte le misure che saranno varate dalla Regione le aziende biologiche avranno punteggi superiori nelle graduatorie di attribuzione dei contributi. Voglio sottolineare infine – conclude Calderoni – l'importanza agricola e culturale degli 8,6 milioni previsti dai bandi per recuperare le razze autoctone antiche che rischiano di estinguersi; degli 8,4 milioni per il ritiro dei seminativi per 20 anni nelle zone di pianura, così da proteggere la biodiversità di prati umidi e macchie arbustive e i 4,6 milioni per proteggere il paesaggio agrario e creare corridoio ecologici, una sfida per la conservazione della bellezza e autenticità delle campagne che Cia ha promosso ad Expo.»

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Gli agriturismi dell'Emilia-Romagna associati Cia

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