Notizie dalla Regione

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Raccolta pomodoro 2017

Per il pomodoro ferrarese una campagna positiva solo a metà
Buone produzione e qualità ma non sono mancate le difficoltà logistiche provocate dall’andamento climatico e dalla pesante assenza di Ferrara Food

FERRARA – La campagna del pomodoro da industria, con la raccolta arrivata a circa il 70-80% del totale, non può dirsi completamente positiva per i produttori. Secondo Cia – Agricoltori Italiani Ferrara, a pesare sono soprattutto le difficoltà logistiche nella consegna del prodotto e la pesante assenza di Ferrara Food, che da sola lavorava quasi il 40% del pomodoro ferrarese. Bilancio positivo, invece, per i volumi prodotti e la qualità, come spiega Giovanni Pozzati, un produttore di Cia Ferrara che coltiva 150 ettari nel Basso ferrarese.

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Ultime notizie

Danni da fauna selvatica

Emergenza fauna selvatica: un aiuto dalla Regione, ma non basta
A disposizione 180 mila euro per l’acquisto di mezzi utili per prevenire i danni da fauna selvatica. Misure utili ma insufficienti a contenere un fenomeno fuori controllo in alcune zone del ferrarese 

FERRARA – Gli imprenditori agricoli regolarmente iscritti alla Camera di Commercio potranno usufruire del contributo regionale per l’acquisto di mezzi di protezione dalla fauna selvatica quali recinzioni, shelter, protezioni elettriche, acustiche e visive con sagome. La domanda dovrà essere presentata entro il 2 ottobre e il contributo massimo per azienda è di 2.500 euro, che dovranno essere spesi entro il 31 dicembre 2017. Secondo Cia – Agricoltori Italiani Ferrara si tratta di un intervento necessario, ma non sufficiente a contenere il dilagare di alcuni specie che stanno, ormai da molto tempo, provocando problemi agli agricoltori. E non si tratta solo della ben nota emergenza nutrie, perché a far danni sono anche stormi, colombe, anatre, volpi e lepri come spiega Massimo Piva, vicepresidente provinciale Cia Ferrara

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La crescita passa da sostenibilità e biologico
Dal 30 novembre partono i bandi del Piano di Sviluppo Rurale con 115 milioni di euro dedicati a produzione integrata, biologico ma anche difesa delle specie e razze antiche e conservazione delle zone umide

FERRARA – «E' iniziato e continua il cambio di rotta dell'agricoltura, un cambiamento forte che porterà la nostra provincia e l'intera regione Emilia - Romagna regione verso una produzione a basso impatto ambientale, all'aumento del biologico e a una maggiore attenzione per la conservazione della biodiversità».

Questo il primo commento di Stefano Calderoni, presidente provinciale di Cia Ferrara, a pochi giorni dall'uscita degli otto bandi del Piano di Sviluppo Rurale della Regione che assegneranno oltre 115 milioni di euro alle aziende agricole che decideranno di puntare su lotta integrata, biologico, gestione di zone umide e difesa delle razze antiche nell'ottica di preservare la biodiversità. I bandi relativi alla Misura 10 "Pagamenti agro-climatico-ambientali" e 11 "Agricoltura biologica" usciranno il prossimo 30 novembre e le domande potranno essere presentate entro il 29 gennaio 2016. «Queste risorse del PSR – continua Calderoni – sono state stanziate con l'obiettivo di sostenere l'agricoltura come parte integrante di un ambiente da preservare, un'agricoltura che tutela uomo e territorio. Un intento che Cia Ferrara sta perseguendo da diverso tempo, basta pensare al nostro progetto di creare un Biodistretto nella zona del Delta del Po, pensato nell'ottica di uno sviluppo economico delle nostre aziende agricole che allo stesso tempo conserva la biodiversità. E non si tratta di una scelta unicamente etica perché le tendenze di mercato ci dicono che il biologico nel 2015 è cresciuto in Italia di circa il 20% con un fatturati annuale superiore ai 2,5 miliardi di euro. Il consumatore è, dunque, sempre più attento alla qualità dei cibi che sceglie, anche a livello di bassi residui per preservare benessere e salute. Questi bandi del PSR – continua il presidente Cia – vanno proprio verso un'agricoltura con meno "chimica" tanto che ben 41,6 milioni di euro andranno a quelle aziende che già praticano la lotta integrata ma anche agli agricoltori che vogliono iniziare la prima produzione attraverso questa pratica agricola. Sono, invece, 36 i milioni dedicati completamente al biologico, dai seminativi alla zootecnia, sia per implementare la produzione delle aziende bio che per convertire la produzione di quelle tradizionali. Ma non sarà solo questa misura a favorire il comparto perché in tutte le misure che saranno varate dalla Regione le aziende biologiche avranno punteggi superiori nelle graduatorie di attribuzione dei contributi. Voglio sottolineare infine – conclude Calderoni – l'importanza agricola e culturale degli 8,6 milioni previsti dai bandi per recuperare le razze autoctone antiche che rischiano di estinguersi; degli 8,4 milioni per il ritiro dei seminativi per 20 anni nelle zone di pianura, così da proteggere la biodiversità di prati umidi e macchie arbustive e i 4,6 milioni per proteggere il paesaggio agrario e creare corridoio ecologici, una sfida per la conservazione della bellezza e autenticità delle campagne che Cia ha promosso ad Expo.»

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